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La
tenuta è dominata dal pittoresco e medievale paese
del Borro e, come nella più antica tradizione
toscana, la proprietà è disseminata di case coloniche;
queste case sono state perfettamente restaurate
e arredate con tutti i comfort, pur mantenendo
le loro originarie caratteristiche rustiche.
Appena arrivati, gli ospiti sono accolti
alla villa dalla famiglia Ferragamo, dove viene
consegnato loro un telefono portatile, mentre,
per quanto riguarda le attività, viene offerta
un ampia scelta tra mountain bike, pesca sportiva,
corsi di cucina e di pittura, equitazione, escursioni
nei monti del Pratomagno a piedi o a cavallo.
Per rendere a tutti i nostri ospiti le loro vacanze
più piacevoli e rilassanti ci impegniamo a provvedere
anche ad altri servizi, come pulizia dell'appartamento
due volte alla settimana, baby-sitter, cucina,
autista, manicure, pedicure e massaggi.
Il
Borro è facilmente raggiungibile dai quattro aeroporti
italiani principali: Firenze (55 km), Pisa (150
km), Bologna (150 km) e Roma (190 km).
La
storia
Il paese del Borro, antico borgo del quale si
ha notizia in un documento del 1309 dell'archivio
del Monastero di S. Fiora di Arezzo, era compreso
nel plebanato di San Giustino V.no. Non sappaimo
a quale nobile famiglia sia appartenuto in origine
il castello, che per la sua naturale posizione
e per le opere di fortificazione compiutevi dall'uomo,
doveva essere fra i più inespugnabili della zona;
con l'andare del tempo il Borro fece parte del
"contado aretino", ma nel 1344, dopo che i Fiorentini
ebbero distrutto il castello di Campogialli, i
castelli del Borro e Traiana si dettero al comune
di Firenze, infatti nello stesso anno nella chiesa
di San Biagio al Borro vi fu l'elezione dei "sindaci"
i quali furono incaricati di fare l'atto di sottomissione.
In seguito il Castello del Borro tornò sotto il
dominio di Arezzo, lo prova del resto l'editto
di Carlo IV dato a Siena nel maggio del 1355 a
favore della città di Arezzo, col quale parte
del Valdarno abbracciava il Borro, Faeto, Campogialli
e Traiana. Allorquando però i Fiorentini occuparono
per la seconda volta Arezzo (1384), vennero altresì
in possesso anche del Castello del Borro il quale
fu costituito a feudo da Ferdinando II dei Medici
ed assegnato col titolo di Marchesato al famoso
generale Alessandro dal Borro nell'anno 1644.
Il marchesato andò in possesso del discendente
del generale finché, estinto il casato, nel 1766,
tornò alla corona Granducale. Vario tempo dopo
il governo Granducale lo cedé mediante contratto
di vendita ai Medici-Tornaquinci. Dalla consultazione
dei registri del Catasto Lorenese (presso l'archivio
di Stato di Arezzo), tutto il paese del Borro
nel 1823 risulta intestato a Ihurn Conte Gio Batta
del Conte Raimondo, ad eccezione della particella
164, oggi chiesa Parrocchiale di San Biagio al
Borro, che è sempre rimasta di patronato dell
Compagnia dei Medici-Tornaquinci. Nel 1867 la
proprietà passa alla figlia Ihurn Hoften Valvassina
Contessa Teresa del Conte Gio Batta, la quale
poi si sposò col principe Egone di Hohenlohe-Waldemburg-Schillingsfurst.
Nel 1900 la proprietà passa per successione ai
figli Alberto, Alessandra e Vera; nel 1904, a
seguito di compravendita, la proprietà passa alle
LL.AA.RR: Principi Germani di Savoia-Aosta, che
sono: - Emanuele Filiberto (Duca D'Aosta) - Vittorio
Emanuele (Conte di Torino) - Luigi Amedeo (Duca
degli Abruzzi) Negli anni cinquanta la proprietà
passa tutta (oltre al paese del Borro fa parte
anche la tenuta circostante di circa mille ettari),
al Duca Amedeo di Savoia-Aosta che la vende di
recente ai Ferragamo (Borro S.r.l.).
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